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Corsi e Workshops
Corso di Sassofono-profilo didattico
sofono
I corsi di sassofono constano di tre livelli principali : base, medio, avanzato ; e due sezioni differenziate di ricerca e avanguardia.
I corsi base hanno come obiettivo lo sviluppo progressivo e mirato della tecnica di respirazione ed emissione del suono, aspetti basilari che verranno sempre presi in considerazione anche a livelli superiori, unitamente alle nozioni elementari di teoria e lettura applicati direttamente sullo strumento.
Il corso focalizza in modo pratico tutti gli aspetti di mantenimento, scelta, cura e pulizia del sassofono comprese le parti più delicate come le ance, i tamponi e le imboccature.
Lezioni di questo livello sono adatte a qualsiasi persona che vuole avvicinarsi al sassofono anche senza aver frequentato alcun corso di musica in precedenza, Queste saranno in grado di offrire una solida base .
Particolare attenzione viene posta nella scelta del materiale didattico.:
« Le Saxophone en jouant » di J. M. Londeix, in quattro volumi ; molto adatto sia ai bambini sia ai ragazzi, pratico e diretto per gli adulti.
« Metodo moderno per Saxofono » di J. Dorsey, più adatto per ragazzi e adulti, simile in nozioni di base al metodo precedente ma più indicato per uno sviluppo verso la musica moderna.
« Metodo progressivo Giampieri » di F. Giampieri, orientato ad uno studio più classico del sax.
Nella fase più avanzata del corso base si svilupperanno aspetti specifici come la dinamica, le prime scale e la timbrica dei diversi componenti della famiglia dei sassofoni facendo a capo a testi come :
« TOP-TONES for the Saxophone » di S.M. Raschèr, nel quale vengono spiegati aspetti come gli armonici applicati allo strumento i quali saranno ripresi nei livelli superiori con l’introduzione nel livello medio della terza e quarta ottava.
« The Technique of the Saxophone Vol.1 » di J. Viola, la famosa collana della Berklee College of Music atta a contribuire a livello modale nello sviluppo elementare della tecnica sassofonistica sia classica che moderna. Inoltre sono compresi gli altri tre volumi. « The Technique of the Saxophone Vol.2 », legato all’armonia e all’articolazione, « The Technique of the Saxophone Vol.3 » studi ritmici, “Creative Reading Studies” il quale tratta diversi aspetti incontrati negli altri volumi, puntando molto sulla creatività dello studente.
L’introduzione dei primi brani e duetti aiuteranno gli allievi nell’ascolto e nella pronuncia.
« Cinq pièces faciles »
« Fantaisie-caprice »
« Sonate op.115 » di J. Absil
« Romance provençale » di F. Casadesus
« A LA DECOUVERTE de la musique des XVII et XVIII siècles » di J .M. Londeix
« Saxo Facile » di P. Thouvenin, in tre volumi contenenti alcuni brani di musica leggera e semplici standard jazz.
« Méthode élémentaire pour tous les saxophones » di G. Pares
« Méthode Rawson » di H. Rawson contenente alcuni brani swing e bossa-nova.
Sono a disposizione ancora una miriade di brani di qualsiasi genere, e alcune composizioni del sottoscritto, il quale è sempre aperto a proposte da parte degli allievi per quanto riguarda la scelta dei brani, pur non tralasciando l’aspetto pedagogico di livello.
Il livello medio si aprirà con le prime nozioni di armonia applicate allo strumento, con l’ascolto degli intervalli e dei primi concetti d’improvvisazione verticale (intervallistica) e orizzontale (accordica). In seguito si sperimenteranno i primi « effetti » come il vibrato, le piccole flessioni di tono « bendings », glissandi, e altri abbellimenti classici. Interessante e molto solido il metodo di Andy Mc Ghee, purtroppo “out of print”, ma ancora rintracciabile.
In un secondo tempo si inizierà l’esplorazione oltre il range di base, partendo dagli armonici indi a posizioni speciali applicabili a ogni tipo di sax.
Agli inizi degli anni '40 due musicisti contrastanti, come S. M. Raschèr e il tenorista Ted Nash, hanno introdotto il registro Altissimo dando un contributo a livello sia pratico che teorico veramente immenso.
« Ted Nash’s Studies in High Harmonics » di Ted Nash.
« Do you listen? »
« Top Tones of the Saxophone, Third and Fourth octave range » di S.M. Raschèr.
Da segnalare, inoltre, il testo di R .A. Luckey che comprende sia esempi classici contemporanei di Sapievski e Creston, unitamente ad esercizi più jazzistici come nel caso di Lester Young, Parker o Coltrane.
L’obiettivo di questi esercizi è di aumentare la resistenza e la flessibilità dell’imboccatura e, a livello acustico, sviluppare la percezione auditiva in questo registro.
« Saxophone Altissimo : high Note developpement for the Contemporary player » di R.A. Luckey
« Three Octaves Scale » di J.Allard
A questo livello si porrà l’attenzione sul fraseggio puntando soprattutto su brani di matrice jazzistica, attraverso musicisti come L. Niehaus, C. Parker e S.Stitt e vari esercizi rivolti alla varietà ritmica applicata a diversi tipi di scale anche non modali.
« Six Jazz Duets » di L. Niehaus
« Charlie Parker Omni Book » di C. Parker
« Real Book first edition »
Nella seconda parte del corso si sperimenteranno altri « effetti » legati sia al timbro che all’intonazione come il « growling », l’« half-tongue », lo « slap-tongue » e il « double-tongue » per aprirci ad altri generi come il Rock, il Funk, il Blues e altri generi moderni. Da segnalare :
« Hot Rock Sax Techniques » di Tim Price
« Rock & Roll Saxophone » di R. Boots e S. Mike
Per lo sviluppo poliritmico delle scale Blues e pentatoniche esistono una moltitudine di testi, per questo motivo mi limito a descriverne alcuni che a mio avviso sono i più esaustivi :
« Blues Scales Polytonal rhythm series » di E.De Cosmo
« Pentatonic Scales » di R. Ricker
« Pentatonic Scales Vol. 2 » J. Bergonzi
Nei corsi avanzati si affronteranno tematiche relative alla politonalità e ai concetti intervallistici dell’improvvisazione modale e non, e si svilupperà un vocabolario ben preciso su cromatismi, cellule accordiche, ornamenti, triadi, ecc., i quali definiranno i vari stili dei grandi interpreti. Si analizzeranno dei Soli già scritti e non, si misureranno le varie tensioni tra gli intervalli in un’armonia.
« Intervallistic Concept » di E. Harris
« Intervalic Improvisation » di W. Weiskopf
« Building a Jazz Vocabulary » di M. Steinel
Indi si prosegue con l’analisi ritmica di varie ritmiche moderne e duetti ritmici, avendo come obiettivo lo sviluppo ritmico-tecnico sullo strumento.
“Creative Reading in 4/4” di L.Bellson
A questo punto si cerca di arricchire il vocabolario improvvisativo dell’allievo in modo che possa far fronte, anche a livello professionale, alle varie esigenze. Nel corso si esploreranno vari tipi di scale : Bizantine, Tunisine, Arabe, Iddish, Pelog, Javanese, Japanese (sempre mantenendo il temperamento equabile dello strumento, in quanto lo sviluppo dello spazio infratonale fa parte del livello superiore , quello della ricerca) e vari cicli come le progressioni a tritoni, a terze maggiori, le scale aumentate, e tante altre collegando queste a vari brani della letteratura sassofonistica contemporanea: « Giant Steps, Countdown, But not for me » scritti o riarrangiati da Coltrane. In questo caso si farà capo a testi come :
« Thesaurus of Scales and Patterns » di N.Slonimsky
« A Player’s Guide to His Harmony » di W. Weiskopf
« Hugo Wolf’s Lieder and Extensions of Tonality » di A. Harbor
« Third Relations » di D. Stein
Nell’ultima fase del corso, si svilupperanno altri effetti come « lip down », « lip up », « glides », e molti altri i quali cominceranno a caratterizzare lo stile del musicista.
Si analizzeranno tecniche di interpretazione relative a brani sia classici che contemporanei con diverse formazioni, dal cool Jazz fino alla fusion, con vari musicisti da J. Adderly, J. Henderson, B. Berg, M. Brecker, B. Minzer, R. Margitza, J.Bergonzi, S.Grossman, D. Liebman, J.Lovano, J. Redman e tanti altri.
Altri testi relativi all’improvvisazione e a raccolte di brani :
« Development in fourth » di R. Ricker
« A Chromatic approach to Jazz Harmony » di D. Liebman, un’analisi completa dai classici : Bach, Scriabin ai Jazzisti come Coltrane, Shorter, Hancock, Beirach, ecc.
« Contemporary Harmony » di L. Ulehla
« Real Book 2 & 3, WG
Nel corso detto « di ricerca » si esplorerà lo spazio infratonale dello strumento con effetti relativi a posizioni alternative combinate con gli armonici, e con flessioni di tono relative all’imboccatura. Tutto questo relativo ad una tecnica estesa dello strumento avendo anche questo caso un aumento notevole del bagaglio musicale. « Multiphonics », « Respirazione Circolare », « subtones », « effetti percussivi », « key slaps or pops », « Mutes », « Avanguard trills » sono solo alcuni esempi di tecnica estesa la quale potrà essere applicata nel campo della musica extra-europea, oppure per donare semplicemente più colori a un solo in qualsiasi genere.
Si affronteranno alcuni Raga indiani, musica araba, balcanica, irlandese, ecc.
Unitamente si potranno affrontare problemi tecnici in situazioni reali di concerti, sale di registrazione, monitoraggio, microfoni, qualità elettroacustica.
« Extended technique for the saxophone » di J.M. Leonard
« Multiphonics for the saxophone tecnique vol.1 » di K. Dorn
« Hello ! Mr. Sax » di J.M. Londeix
« Multiphonics for the saxophone » di J. Gross
Nel corso di « Avanguardia » sono sviluppati sia concetti trascendentali, psicolgico-musicali, che ricerche a livello sensoriale e religiosi implicanti vari concetti prettamente acustici. In parallelo ai corsi di ricerca si effettuano esperimenti con strumenti sia acustici che elettronici puntando sulla respirazione e sulle implicazioni metafisiche che questa può scatenare, o viceversa rilassare. Si cercherà un equilibrio nell’improvvisazione ma anche nella composizione al di fuori di schemi filosofico-musicali.
« Science of Breath » di Yogi Ramacharaka
« Effortless Mastery » di K. Werner
« Il terzo orecchio » di B.L. Plozza
"Questo programma chiaramente è una parte del potenziale di insegnamento di questi corsi, tenendo presente che essi possono essere personalizzati a tal punto da aprire un universo musicale individuale e quindi ogni materia si potrebbe dilatare in maniera esponenziale. In ogni caso una parte delle nozioni deriva direttamente dai corsi del Berklee College of Music di Boston e diverse altre giungono da una ricerca personale che dura (e durerà) diversi anni."
(curato da Max Pizio)